Il presente report analizza in profondità la mobilità geografica e professionale dei laureati italiani di secondo livello a 5 anni dalla laurea (indagine AlmaLaurea 2023), con particolare attenzione alle differenze territoriali, di genere, di area disciplinare della laurea e alle dinamiche di attrattività dei sistemi formativi e produttivi regionali.
- Il campione e il contesto.
Il campione analizzato conta 63.190 occupati, laureati negli atenei italiani che aderiscono al Consorzio AlmaLaurea (59.408 in Italia occupati in Italia). I dati riguardano i laureati del 2018, intervistati dopo 5 anni (2023). I dati hanno granularità regionale, salvo alcuni casi nei quali, per salvaguardare la privacy delle informazioni, sono state accorpate più regioni in macro-aree geografiche. - Attrattività dei territori: formazione e lavoro.
Il 94% dei laureati italiani del campione lavora in Italia: il 70% ha studiato nel Nord e Centro. Il 70% dei laureati è occupato in regioni del Nord e Centro: questi territori confermano una forte attrattività lavorativa. In particolare, la Lombardia emerge come unica regione con elevata attrattività sia formativa sia occupazionale, trattenendo e attirando il più alto numero di laureati. - Si sono fatte letture incrociate che mettono in relazione la regione e l’area geografica di occupazione, sia alla provenienza per regione di acquisizione del titolo di studio, sia alla regione di residenza. L’analisi è stata sviluppata declinando, ove possibile, le statistiche per area disciplinare di laurea, per genere, secondo le esperienze all’estero per motivi di studio, per aspettative al momento della laurea, secondo le esperienze di lavoro coerente durante gli studi, per retribuzione, per diffusione dello smart working e secondo la soddisfazione per il lavoro.
- Differenze per genere nella mobilità per motivi di lavoro.
Le donne costituiscono il 58% del campione, ma mostrano una minor mobilità per lavoro rispetto agli uomini. L’analisi evidenzia, sia per le donne che per gli uomini, l’attrattività di territori con domanda del mercato del lavoro intensa (come ad esempio la Lombardia) e alta attrattività del lavoro all’estero, anche se con incidenza diversa tra generi. - Le aree disciplinari di laurea influiscono sulla mobilità per motivi di lavoro.
Tra gli occupati in Italia prevalgono i laureati in discipline economico-giuridico-sociali, che rappresentano più di un terzo del totale (34,2%), seguiti da quelli in discipline STEM (28,3%). Per i laureati in Italia che lavorano all’estero, il 45% è laureato in discipline STEM, indicando una forte competizione a livello internazionale tra le aziende per assumere i profili più qualificati.